Cronaca di un successo annunciato. Come prevedevo la “gita” alla Maratona di Monaco si è rivelata un successo sia a livello organizzativo che a livello podistico. Partiti tra venerdì sera e sabato mattina in 70 da Bologna e Provincia, chi in macchina chi in pulmini da 9 posti, ci siamo trovati tutti a Monaco sabato sera a cena dopo aver ritirato i pettorali ed esserci sistemati in albergo. I 550 km del viaggio sono passati veramente veloci con un gruppo così, come anche il ritiro dei pettorali in un Marathon Village veramente molto “tedesco” ovvero perfetto a livello organizzativo ma triste…molto triste, senza musica, senza coinvolgimento e pochissime cose interessanti da vedere. Il pomeriggio freddo e piovoso non ha spento la nostra voglia di divertirci e così tra una gag e l’altra, la distribuzione delle nostre magliette “celebrative” e le varie “blagate” e pre-tattiche la cena è passata via liscia senza fare troppo tardi….e senza bere troppa birra. Alla mattina dopo aver fatto colazione, dopo aver fatto l’ultimo “briffin” per controllare che nessuno si fosse scordato chip o pettorale e dopo aver fatto la foto di rito davanti all’hotel ci siamo incamminati verso la metropolitana per raggiungere la zona di partenza allo Stadio Olimpico. Tantissima gente già in metropolitana, tutti molto ordinati e silenziosi con la sacca fucsia fornita dall’organizzazione, mentre, ovviamente, il nostro gruppo era molto più rilassato e casinista. Arrivati allo Stadio Olimpico è uscito un bellissimo sole che oltre a scaldare l’aria, fino a quel momento “frizzantina”, ha reso ancora più bella e colorata l’atmosfera del per-maratona, con la musica in sottofondo e il bellissimo gioco di colori tra la copertura avveniristica dell’impianto, i prati, i laghetti circostanti e la moltitudine cromatica delle tute dei podisti si percepiva già l’emozione del grande evento. I tantissimi bagni chimici, la consegna sacche ben organizzata e l’ingresso in griglia molto agevole ci ha permesso di arrivare a pochi minuti dallo sparo veramente rilassati e sereni ma soprattutto ancora tutti in gruppo. Una volta entrati nelle nostre griglie la musica sempre più “spinta” e rock ci ha caricato a palla fino allo sparo in un’atmosfera veramente bella e allegra da far venire voglia di correre anche all’ultimo dei sedentari. I primi due km si snodano all’interno dell’ impianto olimpico con tantissima gente a fare il tifo, poi si arriva in città e al settimo km dopo la zona cambio delle staffette si entra nel parco fino al 15esimo km, a me è piaciuto veramente tanto questo pezzo del percorso perché non sembrava neanche di correre una maratona, pace e tranquillità nel verde costeggiando un fiumiciattolo alternati a band e tifo assordante. Si rientra in città tra sali-scendi più o meno brigosi ma sempre con un po’ di tifo a sostenerci, si arriva così alla mezza maratona e al secondo cambio staffette con tanti podisti in attesa e tanta musica a scandire i nostri passi ancora leggeri e costanti. Il sole inizia a scaldare per davvero, i km scorrono veloci e regolari, il percorso passa per zone un po’ più periferiche e industriali ma con le band messe strategicamente nei punti giusti non ci si fa neanche caso. Finalmente verso il 29esimo km si entra in centro storico e il percorso ne guadagna sicuramente in bellezza e calore del tifo, piazza dopo piazza, monumento dopo monumento si arriva nella bellissima Marienplatz con i suoi balconi fiorati, piena di gente, la musica si ferma per un secondo perché lo speaker mi sente arrivare con il mio fischietto e al microfono parte un “Zuper Alezzio Guidi!!!”, all’angolo della piazza ci sono la C.TOLO e la J.FLO che ci aspettano per farci il tifo e noi ci fermiamo volentieri per un saluto e una foto. Le strade diventano sempre più larghe e con palazzi sempre più maestosi, si arriva così al “va e vieni” del 33esimo km dove incrociamo tutti quelli più avanti noi con scambio di incitamenti e “cinque”, si passa per due piazze veramente belle e di fianco ad un monumento molto simile alla Porta di Brandeburgo di Berlino, si passa il cartello del 36esimo km e si entra in un vialone alberato che ricorda molto i Champs Elysees, finito il vialone si svolta a sinistra e si ripercorrono a ritroso i primi 5 km del percorso. Già al 40esimo km si inizia e sentire la musica proveniente dallo Stadio Olimpico e il vialetto che porta allo stadio è pieno di parenti/amici che fanno un gran tifo a tutti, l’ingresso allo stadio è qualcosa da pelle d’oca anche per un maratoneta “esperto” come me, la rampa in discesa è al buio con luci stroboscopiche e musica a palla come in discoteca, un altoparlante ti da il benvenuto nello stadio e dopo qualche secondo sei lì….in mezzo allo storico stadio olimpico per gli ultimi 200 metri. Il mezzo giro di pista (anche se la pista non c’è più) è veramente qualcosa di indescrivibile, a prescindere dal tempo cronometrico o da come hai impostato la maratona, lì si azzera tutto, si è tutti uguali, non si è in gara con nessuno, un fiume di gente allegra, sorridente, uno di fianco all’altro per godersi uno spettacolo unico, emozionarsi, piangere e abbracciarsi ancor prima di tagliare il traguardo. Una botta di emozioni così forte si farà veramente fatica a scordare, il rito della medaglia, i complimenti tra “finisher” e tutti dentro al campo da calcio (che non c’è più) a bere birra analcoolica, mangiare brezel ,torta alle mele, ascoltare musica come ad un festival rock e ad aspettare gli amici. Di arrivi belli ed “importanti” ne ho fatti tanti nella mia “carriera” podistica ma in nessuno come questo ci ho perso più di un’ora e se non era per il freschino dell’aria forse sarei stato lì fino all’arrivo dell’ultimo concorrente….senza tanti giri di parole UNA FESTA!!!! Per gli amanti delle statistiche è stata la mia 51esima maratona (decima all’estero), chiusa in 4.10.56, corsa allegramente in gruppo e finita con mia moglie (per la quarta volta). Maratona ottimamente organizzata, percorso bello ma “brigoso”, arrivo spettacolare (da solo vale il costo del pettorale), ristori ogni 2,5 km, parecchie band sul percorso, parecchio tifo, zero…ripeto zero suonate di clacson ma soprattutto assenza totale di traffico, di biciclette, di “portoghesi” e di “maronai”. Un’altra cosa che mi ha colpito è stato l’ordine e l’organizzazione del post maratona e l’assenza di rifiuti/cartacce per terra nel tragitto stadio-metropolitana. Alla sera, con la medaglia al collo, siamo andati a festeggiare in una delle birrerie più famose di Monaco (HB _ Hofbrauhaus) dove ho fatto la mia seconda maratona del giorno per finire il boccale da un litro di birra!!! Una serata veramente piacevole e divertente nonostante il complessino folkloristico tedesco e il tipo che schioccava la frusta a ritmo di musica (ah ah ah). La mattina seguente abbiamo fatto un giro per la città (veramente bella) e dopo pranzo siamo ripartiti per l’Italia. Concludo ringraziando tutti i partecipanti a questa “gita” (dove io e la mia società Passo Capponi eravamo tra i promoter ed organizzatori) per averla interpretata molto più come gita tra amici che da semplice trasferta podistica, ma soprattutto vorrei fare i complimenti a Nicola, Michela e Deborah dei Sssian di Minerbio che hanno gestito tutta la parte organizzativa in modo impeccabile e……tedesco!!!! E’ questo il podismo che piace a me.